Ho creato il mio primo comando per Rhino con Claude AI... e funziona davvero!

Io sono d accordo con te RiccardoMajewski…io non avendo fatto corsi cerco di creare le definizioni in grasshopper un po da you tube e un po con chat…ma mi limito a farmi fare la spiegazione dei componenti e come potrei fare a fare quello che voglio…Raven per ora è all inizio, fa cose semplici. Se gli carichi piu di 200 componenti va nel pallone. Non mi risolve i problemi. Però come dice Brvdln

il futuro va così, se aiuta bene, se mi fa solo perdere tempo e mi modifica quello che voglio giusto per approssimare la mia idea iniziale allora no.

E penso pure che grasshopper non potrà essere compreso…faccio un esempio sciocco…la musica non può essere compresa…va ascoltata per essere apprezzata, di conseguenza va studiata per poterla creare…sennò facevano tutti la trap…io sono ottimista, in futuro non sarà così.

@David se hai qualche file da farmi testare sto facendo un “fillet nuovo” basato su tutto quello che NX, Catia, Solidworks, Creo ecc fanno…vediamo se queste IA riescono a risolvere sta storia dei fillet su Rhino

… ah beh apri il vaso di pandora!

I fillet falliscono probabilmente per una miriade di motivi diversi, non uno solo. I casi da gestire sono tantissimi, un buon kernel ha di sicuro pre-definite moltissime casistiche.
Di base io credo che Rhino abbia una topologia incompleta o poco “navigabile” da codice c++/c#.
Se il programmatore che prova a migliorare l’algoritmo per il fillet deve sbattere la testa su una struttura poco intuitiva , c’è poco da fare, non si farà mai progresso.
(Simile allo stato delle SubD … una struttura molto scomoda, per quasi ogni operazione si fa prima a convertirla in mesh e lavorare da li…)


fillets.3dm (2,1 MB)
Anche solo un singolo fillet è un macello da gestire… altre superfici totalmente scollegate dal bordo selezionato devono essere estese e quindi tagliate… auguri! :sweat_smile:

L’appetito vien mangiando.

Questo è l inizio. :blush:

Per una programmazione sempre più efficace occorre settare opportunamente l’AI per ridurre allucinazioni, duplicazioni di codice, complicazioni inutili.

Chiaramente saperne un po’ di programmazione aiutata a scrivere prompt efficaci e a trovare soluzioni che rendono l ai sempre più autonoma ed efficiente.

Senza una organizzazione opportuna si perde tempo. Ad esempio, imporre codice KISS e DRY, oltre che SOLID, usare file md di supporto per non perdere l obiettivo o imporre test perché non torni a scrivere ca**ate.

Il mio lavoro si sta velocizzando molto grazie all ai, per la velocità con cui scrivo codice complesso. Mi aiuta dalla fase dei rilievi, alla modellazione 3d per le analisi acustiche e di illuminamento, alla stesura delle relazioni, ma in modo deterministico e non casuale come fa l ai da sola.

su lucafilippone.it ho messo qualche link, ma molto non è pubblicato, non riesce ad avere il tempo di fare degli articoli per mostrare come aiuta e quanto.

Tra gli strumenti di lavoro sto scrivendo Auxilium.lucafilippone.it ma è in fase di sviluppo e non è ancora pubblicizzata. Siete i primi con cui condivido il link.

Tra le cose introdotre C’È anche la possibilità di interagire in modalità BIM con Rhinoceros o Revit attraverso Speckle per scambiare dati di analisi HVAC e MEP.

Ripeto, tutto in via di sviluppo.

Ho scritto definizioni gh con più file Cs che componenti nativi. Senza Rhino8 e i nuovi strumenti di programmazione le definizioni sarebbero state enormi e pesanti.

@RiccardoMajewski Top, li aggiungo ai file di test. Magari scopriremo che le IA sono già robot che lavano e stirano, fanno calcoli complessi, elaborano algoritmi finanziari e fanno di tutto bucano siti governativi… ma il loro limite sono i fillet di Rhinoceros. :rofl:

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l’interfaccia utente wip