Modellazione Srf Rhino/Plugin

Mi sembra che, se il lavoro non e’ banale, l’inesperto non sa nemmeno da dove iniziare.
A meno che lo strumento faccia tutto lui, ma a quel punto non serve il progettista.
OK la FEA, ma devi disegnare prima qualcosa da analizzare.

O parliamo di cose diverse ?
Pensavi a un esempio particolare ?

Si, me stesso :grin:
Ora lungi da me fare un’ incensum oblata, ma il disegno dell’F22 con Catia fu da me portato avanti sotto richiesta di un esperto aeromodellista che vide il nostro connubio come una manna, l’uno aveva ciò l’altro non aveva e confessava non di rado che quel velivolo, con quella rapidità non sarebbe mai riuscito a farlo. Eppure parliamo di un grande esperto di riproduzioni aeronautiche.
Fu questo velivolo al CAD che indusse il mio professore di costruzioni aerospaziali a chiedermi di andare nel suo ufficio per parlarne e fu la mia insegnante di meccanica del volo ad invitarmi a frequentare il corso di laurea in Ingegneria meccanica indirizzo aerospaziale nonostante l’età.
Partivo da esperienza zero, tanta passione, voglia di leggere e studiare e tutto appreso da autodidatta sui libri, internet e forum.
Secondo me se l’amico avesse avuto le mie competenze tecniche (scarse, da non professionista) avrebbe fatto molto di più e meglio.

Si Emilio, hai ragione, ma un esperto senza buoni strumenti é limitato.
Immagina un bambino con un grande potenziale ma in una famiglia che non lo valorizza e aiuta.

Immaginate Einstein con le attuali potenze di calcolo.

OK.
Qui mi sembra piu’ un caso di capacita’ artigiana o tecnica di costruire qualcosa che pero’ e’ abbastanza ben definito.
Credo che il discorso di Vittorio fosse piu’ riguardo alla progettazione vera e propria da zero.
Un conto e’ costruire una riproduzione di un aereo, e certo ci vogliono capacita’ adeguate.
Un altro e’ progettare (ad esempio) un aereo da zero, servono ben altre competenze, a mio avviso.
Non basta il CAD.

Siamo d’accordo che il CAD o simili aiuta molto nel lavoro pratico, anche di disegno o di studio delle varie soluzioni.
Direi che ti aiuta a fare, ma sei tu che devi sapere cosa fare, o disegnare.
O anche in quale direzione sperimentare.

Poi certo il CAD permette di disegnare cose complesse molto piu’ facilmente e velocemente. :slight_smile:

Non sono esperto del campo, ma non mi sembra che Einstein avesse problemi di calcolo.
Anzi, si era fatto insegnare le tecniche che gli servivano da un matematico e aveva messo ‘nero su bianco’ la sua bella teoria. ( Per chi e’ in grado di capirla … :confused: )

Non ci sono dubbi che la specie umana (quella rimasta) funzioni in questo modo: ci si tramanda il sapere in modo da progredire … cioe’ …
… Questo e’ quello che da giovane mi sembrava lapalissiano …
Nella societa’ odierna pero’ comincio ad essere assalito dai dubbi …
:confused:

La risposta di Vittorio faceva riferimento agli strumenti

Non intendo calcolo parametrico/simbolico, ma calcolo numerico.

https://books.google.it/books?id=WfcbBAAAQBAJ&pg=PT15&lpg=PT15&dq=Einstein+con+la+potenza+di+calcolo+attuale&source=bl&ots=VzRBdBsGGS&sig=ACfU3U3H460ZVEb-W-cgxv0H8qdY_JpYFQ&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiWzsCD8YjqAhWLY8AKHTSlBK4Q6AEwAnoECAYQAQ#v=onepage&q=Einstein%20con%20la%20potenza%20di%20calcolo%20attuale&f=false

Da un lato ci sono gli strumenti, le tecnologie, che progrediscono nel tempo, per esempio, dalla matita e carta al disegno assistito; dal calcolo fatto con l’abaco alle calcolatrici, ecc.
Dall’altro lato ci sono le capacità, le doti umane (sempre in relazioni al proprio tempo): Michelangelo, un genio del '500 (senza il Cad); Einstein, un matematico del xx sec. (senza il pc)…

Ora abbiamo tanti professionisti (pochi geni, per la verità) che utilizzano gli strumenti del nostro tempo. Alcuni di questi possiedono talento, esperienze, conoscenze approfondite, pertanto, riescono ad emergere, a esprimere un carattere personale; altri (la maggior parte, la massa) si arrangiano come possono.
Il discriminante non è la “macchina” (lo strumento del proprio tempo), ma il talento (accompagnato dall’esperienza): questo, o ce l’hai o non ce l’hai! (volete chiamarlo ‘dono di natura?’).

Se non sai progettare, inutile avere tra le mani Rhinoceros! E’ l’idea quella che conta, quella che permette di esprimere forza e carattere, che consente di diversificare il singolo dalla massa, non se sai utilizzare Catia all’ennesima potenza o Vray per fare scenografiche presentazioni (se sai usare bene anche questi ben venga, è pur sempre un valore aggiunto).

che Einstein non andasse bene in matematica ne ero a conoscenza,
ma che si era fatto dare ripetizioni questa mi torna nuova. che strano.

c’è chi dice che nel passato era facile fare scoperte a differenza di oggi

Non se ne farebbe nulla.
Einstein era un teorico, tutto quello che ha scoperto lo ha fatto con esperimenti mentali.

Emy, ti riferisci a Lorentz? … o a Poincaré?

Edit: Grossman?

Ciao Fabio

Vado a (molto poca) memoria …
Credo che un matematico italiano, non ricordo il nome, gli avessi spiegato il calcolo tensoriale.

… Forse … :confused:

Ah be, Ricci e Civita.
Però il calcolo tensoriale, da quel poco che ho capito, è uno strumento per ottene la teoria della relatività generale, pensarla è tutta un’altra cosa. :rofl:

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Che dovrebbe essere stato argomento di studio del corso di laurea in fisica (meccanica razionale)…:thinking:

Salvio, non parlerei di ripetizioni.
Piuttosto di conoscere e sfruttare nuove tecniche matematiche.
… Non proprio un teorema di Euclide vecchio di oltre 2 millenni …

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Parla di calcolo differenziale assoluto, non di calcolo tensoriale.

Sono la stessa cosa.

Ah allora non é il calcolo tensoriale che si fa a meccanica razionale.

Quel poco che so e che ricordo (sic!) è che il calcolo nasce con il nome di “differenziale assoluto”, ad opera di Ricci e Civita.
Semplificando parecchio, credo che l’idea fosse quella di ottenere un calcolo differenziale sulle varietà.
Si trattò quindi di generalizzare il normale calcolo differenziale per gli spazi euclidei.
Per lavorare sule varietà bisogna ovviamente ragionare sulle coordinate locali ma in maniera indipendente dalla scelta del sistema di coordinate adottato.
Ricci e Civita riuscirono nell’intento dando vita al calcolo tensoriale che permette di definire la derivata di un campo vettoriale che si estende appunto nella derivazione dei tensori, alias derivata covariante.
Einstein aveva un disperato bisogno di questa matematica per formalizzare la sua immensa intuizione, la relatività generale.
Di più non saprei dirti, mi spiace. :confused:

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