Superfici queste sconosciute


#1

Ciao
dopo il network curve arriviamo alle superfici, allego una “zebra” dell’opera morta dello scafo per richiedere ai più competenti prima di tutto se è una superficie accettabile, se va corrette invece la domanda è quali sono i punti di riferimento? da dove dovrei partire per migliorare questa superficie?
grazie
M




#2

ciao Massimo,
per permettere di dare un occhiata e darti dei pareri/dritte dovresti allegare le superfici altrimenti dalle immagini non si può fare granchè
ciao


#3

Premesso che concordo con Illo.
Da una prima occhiata e con grande franchezza:
Indipendentemente dalla bontà (fluidodinamica) delle linee d’acqua.
Per un modello fatto da un hobbista può andare.
Se parliamo di un professionista (uno che produce una matematica da cui si fresano gli stampi) non è accettabile. E senza bisogno di scomodare superfici in classe A.


#4

okay Giuseppe
ti ringrazio, certamente le linee d’acqua sono un po’ “inventate” non sono un progettista di barche, infatti non ho neppure nominato l’opera viva (la parte più importante di una barca), potresti tuttavia essere un po’ più esplicativo sulle superfici perché così è come se non mi avessi detto nulla, nel senso che come faccio a migliorare altrimenti?
grazie
M


#5

Non è accettabile perchè vedo un insieme di superfici che nella zona del dritto di prua (appena dietro) si connettono in continuità di posizione. Stessa cosa a poppa.
Non funziona.
Se la domanda è come fare la murata a partire da curve date: manda le curve e proviamo a dare un occhio. Come nel post della prua del gommone.
Se invece chiedi come si costruisce uno scafo secondo criteri adatti alla produzione la risposta non può essere “brevi cenni sull’universo”. E io non sono in grado di sintetizzare un processo che richiede anni di lavoro/esperienza.

Una premessa generale che penso possa essere utile:
Fondamentale come si distribuisce la curvatura su una (o più) superfici. E’ il solo (quasi) vantaggio di usare il CAD (nella nautica). Diversamente con “sections, buttocks e waterlines” si fa tutto.
Prova a usare il comando di analisi: analisi curvatura e imposta minimo raggio e poi fai adattare i valori con auto range.
La mesh deve essere ottima.
Non ho idea delle misure del tuo scafo ma prova nei controlli dettagliati della mesh ad azzerare tutto e impostare solo la “massima distanza bordo superficie” (il penultimo valore dall’alto) a 0.1. Se la mesh è poco fitta diminuisci di un ordine e se è troppo fitta (totalmente nera) aumenta di un ordine.
Con questa mesh valuta la transizione dei raggi. La sfumatura dei colori serve a leggere questo.
Poi usa il grafico di curvatura e incorciando i dati fai le opportune valutazioni.
Alla fine della fiera si finisce con “cedere” su alcune curve a vantaggio della qualità della distrubuzione della curvatura.
Segue immagine di un 50 piedi per il quale vedi l’analisi di cui sopra.

Così facendo ci si accorge che uno strumento di generazione superfici come la rete di curve è praticamente inutile e inutilizzabile.


#6

vabbeh, sono cosciente di quanto dici ma volevo anche chiederti che senso ha costruire uno scafo con due ordinate, l’ho fatto ma rimane comunque un appressapoco e anche quando arrivassi a una superficie perfetta questo non vorrebbe dire che le linee d’acqua funzionino, potrebbe essere una emerita ciofega di barca, con delle belle superfici per carità, su questo nessuno discute. Allora pensavo più ad un esercizio di stile, lasciando agli architetti e ingegneri l’ambito compito della migliore fluidodinamicità.
M


#7

Beh parti sempre da ordinate e sezioni e linee di galleggiamento. Poi adatti la/le superfici sopra.
E’ un lavoro di affinazione.
Fai benissimo a provare senza starti tanto a preoccupare di come andrebbe se fosse realizzato.