Se vuoi migliorare le tue capacità, ti consiglio di vedere i video di altri software come Alias, CATIA, Nx di gente che modella da auto, aerei, barche. Non fissarti tanto nel vedere che magari quelli hanno comandi che su Rhino non ci sono o magari semplicemente il comando gestisce meglio le superfici ecc…ma guarda come modellano, da come fanno le curve di costruzione e poi come eseguono le superfici e del perché, imparerai molto
@gigi Navigando ieri su YouTube, perché cercavo se c’erano soluzioni creative a un mio problema, mi sono imbattuto in questo canale. Questo tipo modella con Plasticity 3D: le logiche di modellazione sono simili a quelle di Rhinoceros 3D, quindi anche se usa comandi con nomi ovviamente diversi, i concetti di modellazione sono praticamente gli stessi.Ci sono diversi tutorial dedicati a varie situazioni di modellazione di superfici complesse. Nella sezione playlist trovi anche una serie registrata sulla modellazione di un Audi E-tron che, anche se presenta difetti in alcune zone, è comunque interessante. Personalmente avrei usato logiche diverse per arrivare a soluzioni di blending migliori tra le superfici, così da ottenere qualcosa di più vicino a un buon G2, però le sue soluzioni restano valide. Secondo me, per te che vuoi migliorare sia le capacità di comprensione sia il metodo di modellazione, i suoi video sono davvero utili. Te lo straconsiglio.
guarda nel canale di questo ragazzo, ha una playlist di 13 video attualmente ad oggi che spiega come fare buone superfici in Rhino.
Se non conosci bene l’inglese, metti i sottotitoli. Ci sono anche alcuni video che YouTube ha tradotto automaticamente con la voce, quindi non avrai problemi di comprensione.Secondo me i suoi video dovrebbero essere a pagamento: quello che spiega gratis, e soprattutto il modo in cui lo spiega, non lo trovi neanche in molti corsi a pagamento. È oro colato.
cose da sapere e da leggere trovi qui
Conosco Plastiscity, un pò…come uso alle volte Solid works, Cimatron, Visi, Catia, Fusion 360…il mio problema di fondo è che lavoro da una decina di anni con Rhino e poi in base alle aziende dove sono stato mi sono adattato, ma non ho mai fatto corsi. Il mio unico corso è stato quello di Fabrizio Cimò su youtube…io lo farei santo subito. Nel settore dove lavoro io ( quello brutto della moda ) non è richiesta qualità, purtroppo, ma bisogna letteralmente vomitare la roba, perche non c è tempo… il mondo potrebbe implodere se lo stilista o chi per lui, non ha tutto SUBITO. Questa modalità di lavoro mi ha portato a saper arrangiarmi, un po in rhino, in grasshopper, in blender, anni fa con zbrush… Guardando il tuo lavoro della macchina mi rendo conto che sono molto indietro e ti ringrazio dei suggerimenti. Vorrei però impegnarmi di piu e migliorarmi in Rhino, perche di gente che lo sa usare non ce ne è molta…e io non per vantarmi ma vengo considerato un bravo qui in Toscana…immagina come stanno messi gli altri…cmq grazie.
Ti capisco. Io sono un disegnatore tecnico nel settore calzaturiero femminile e, quando hai detto “devo vomitare file 3D” perché “il mondo potrebbe implodere se lo stilista non ha tutto SUBITO”, mi sono messo a ridere. Perché so esattamente cosa si prova.
Classica situazione: venerdì pomeriggio arriva il modello 3D urgentissimo da fare, perché lo stilista, il manager o chi per loro — io li chiamo “gli scienziati” — vuole vedere il prototipo stampato entro venerdì sera. Perché evidentemente, se alle 20:00 non vede la zeppa fresata sul tavolo mentre mangia sushi e beve prosecco, il mondo della moda collassa in un buco nero.
E ovviamente non basta il file. No. Serve anche il prototipo fresato o stampato in 3D e spedito, perché guai a non farlo arrivare in tempo: lunedì mattina magari gli azionisti di LVMH o Kering aprono la borsa di New York e perdono lo 0,3% in azioni per colpa della suola col sottosquadro.
Se ti facessi vedere la quantità di file che arrivano dai centri stile o da certi modellisti… roba da museo dell’orrore digitale. Tacchi e suole pieni di sottosquadri, bordi non coincidenti, superfici sovrapposte, tangenze inesistenti, tolleranze imbarazzanti, curve sporche, bozze ovunque, spline che in realtà sono collage di segmenti messi insieme con la colla stick, mesh e NURBS che sembrano uscite da un incidente industriale.
E io che faccio? Apro il file, guardo cinque secondi… e mentalmente lo butto direttamente nel cestino. Perché tanto devo rifare tutto da capo.
La parte più bella è quando devi spiegare cos’è un sottosquadro a uno stilista. È come spiegare la fisica quantistica a un tostapane. Anche quando ti dicono “sì sì, ho capito”, in realtà non hanno capito assolutamente nulla. Io ho una teoria personale: le capacità di comprensione di certi stilisti sono inversamente proporzionali a quanto parlano. Più parlano, meno capiscono.
Quindi prendi la zeppa, la suola o il tacco di turno e te lo ridisegni da zero, perché ovviamente deve adattarsi bene alla forma e deve essere fatto come si deve. Però poi arriva sempre il fenomeno di turno che dice:
“Eh ma che ci vuole?”
“Io ste cose le faccio in mezz’ora.”
“Sì sì, massimo un’ora.”
Frasi dette quasi sempre da gente che vuole fare il fenomeno davanti ai capi, svalutando il lavoro degli altri. Così passa il concetto che modellare bene una forma industriale richieda il tempo di fare un caffè.
Poi arriva il cliente e parte il balletto:
“Sposta quella curva di 0.2.”
“No aspetta, 0.5 dall’altra parte perché fa luce.”
“No così sembra troppo aggressiva.”
“No così sembra troppo morbida.”
E tu correggi tutto, perché alla fine il lavoro è anche quello.
Ma la cosa divertente è che le suole sono fatte a mano. Non stiamo parlando della carrozzeria di una Ferrari fatta con tolleranze aerospaziali. È artigianato. Oggi l’operaio monta la suola in un modo, domani magari ha litigato con la moglie, dormito tre ore ed è girato male… e quella stessa suola cambia leggermente posizione.
Quindi magari sul campione è tutto perfetto, poi in produzione trovi un distacco di 1,5 mm rispetto all’originale. E subito partono:
“Eh sarà la plastica ritirata.”
“Eh sarà uscita male dallo stampo.”
Può essere. Oppure semplicemente la suola è stata montata diversamente, perché è un lavoro artigianale e non una navicella della NASA.
Come faccio a saperlo? Perché rimetti il prototipo originale sulla forma campione e combacia. Poi lo provi sulle forme di produzione… e improvvisamente non torna più niente.
E intanto, quando senti parlare certi personaggi del settore, sembra che stiano progettando astronavi interstellari o hypercar da Formula 1. Tutti ingegneri aerospaziali. Tutti scienziati. Io muoio dal ridere.
La realtà è che passo gran parte del mio tempo a correggere file fatti male da altri. Nord Italia, Centro, Sud, estero… il disastro è democratico, non discrimina nessuno.
E la scena finale è sempre bellissima:
il modellista che ti manda il file ti chiede:
“Ma perché hai corretto il modello? C’era qualcosa che non andava?”
E tu non puoi rispondere:
"Sì, faceva schifo."Perché è comunque un cliente dell’azienda. Quindi devi sorridere diplomaticamente e dire:
"No no, c’era solo una piccola cosa da sistemare."Traduzione:
“Ho ricostruito metà file perché sembrava modellato con i piedi.”
Aggiungo una cosa: in verità io di solito cerco di non parlare mai direttamente con clienti o modellisti. Non perché sia timido… ma perché il mio capo, dopo un episodio specifico, ha deciso che forse era meglio preservare i rapporti diplomatici dell’azienda.
Una volta mi passò al telefono un modellista e mi disse:
“Parlaci tu.” Il cliente mi fa:
“Allora, il modello va bene?” E io, nella mia infinita capacità diplomatica degna di un camionista dopo dodici ore di traffico, gli rispondo:
“Bah… diciamo che hai del potenziale inespresso rispetto alla media dei modellisti che ho visto fino ad oggi. Una sufficienza molto scarsa la raggiungi. Almeno non devo rifare completamente tutto il modello.” Silenzio. Il mio capo credo abbia avuto un principio di arresto cardiaco in diretta. Da quel giorno ha deciso che forse era meglio non farmi più parlare con nessun modellista o cliente. E onestamente lo capisco pure. Il problema è che sono troppo schietto. Le cazzate motivazionali, le frasi corporate e il finto entusiasmo non riesco proprio a raccontarli. Non sono capace di dire:
“Wow, ottimo lavoro!”
quando davanti ho un file che sembra sopravvissuto a un terremoto digitale. Quindi ormai ho sviluppato una strategia di sopravvivenza professionale:
quando arrivano clienti o modellisti, io sto zitto. Annuisco. Faccio finta di essere un principiante. A volte faccio pure la faccia di quello che “sta ancora imparando”. Perché ho capito che dire la verità nel mondo del lavoro è pericoloso.
E la cosa più incredibile è che spesso quelli che lavorano peggio prendono pure più soldi. Anche se, a dire il vero, il motivo lo conosco benissimo: si chiama paraculite acuta.In Italia tante persone non vengono pagate per le competenze reali, ma per la capacità di raccontare supercazzole con sicurezza davanti ai capi.
E credimi… potrei andare avanti per ore.
Compare, anche io da 3 anni a questa parte sto disegnando calzature…siamo fratelli di mouse.
Prima facevo bigiotteria, per l’ ALTA, ALTISSIMA, LEVISSIMA, moda di merda…marchi grossi, tristezza infinita. Poi però sono entrato nel mondo della calzatura, ******, l inventare bestemmie è diventato per me un metodo di sfogo, come una sorta di meditazione per me, che visto da fuori posso sembrare l’ incarnazione di tutti i 72 demoni della goetia messi insieme, ma dentro sto soltanto esprimendo il mio dissenso per questo settore totalmente senza senso. Noi lavoriamo molto con i marchigiani, alcuni sono in gamba, altri mi fanno fare il sx e il dx diversi…che mondo compare.
E le firme…madonna le firme…madonna che genteeee. Anche io non parlo con i clienti, non fa per me. Io poi ho l upgrade, sono un terrone con l accento esagerato, pugliese, faccio ridere al primo gemito…Ma è meglio, parlare coi clienti è un’altro mestiere, io disegno.
Forse un giorno ti arriva pure un modello mio…senza alcuna continuità…quell giorno pensami, posso essere stato io
.
A posto ahahhah, probabilmente allora prima o poi mi arriverà un tuo modello da sistemare per fare lo stampo. Lavoro qui nelle Marche, nel distretto calzaturiero della zona. Tanto l’azienda per la quale lavoro io fa la roba per tutti: ovviamente sugli stampi ci sono i nomi di altri, noi siamo i terzisti dei terzisti ahahhaha… però alla fine i marchi sono sempre quelli “Pinco e Pallo & Co.”
Comunque, dato che avevo posto un quesito su una situazione che mi capita spesso nelle zeppe, nel forum inglese, nel topic del nuovo comando Patch, ho esposto questo problema. Lo sviluppatore ieri ha dato una soluzione geniale per creare una superficie a campata singola usando uno di quei comandi che non hanno neanche un’icona, quindi praticamente o lo sai oppure non scoprirai mai che esiste.
Infatti ho detto allo sviluppatore se può creare un’icona per quel comando e inserirlo nella categoria delle superfici, perché altrimenti rimarrà nascosto e, anche se è un caso abbastanza situazionale, potrebbe comunque diventare una soluzione utile in diversi casi.
questa è stata la soluzione geniale con il comando Creasesplitting e il kink control
il risultato:
E tra l’altro avevo segnalato un’aggiunta da fare allo sviluppatore di Cyberstrak, un plug-in che dovresti valutare di prendere, perché è utile per la modellazione di superfici.
Comunque, gli avevo segnalato che nel suo comando di blend tra due superfici c’era un problema: in un caso come questo, avendo diviso il bordo della superficie in due parti, il comando continuava comunque a non riconoscere il bordo spezzato e mi selezionava l’intero bordo originale.
Ovviamente il suo comando è comunque riuscito a cavarsela lo stesso — il perché si vede nel video — ma, al di là di questo, Cyberstrak è uno di quei plug-in che uso spesso, un po’ come XNurbs,
anche se adesso con il nuovo Patch alcune situazioni sono diventate molto più interessanti.
qui avevo registrato il problema nel mio canale you tube
*quasi sicuramente mi ritroverò la tua roba su Zbrush prima o poi
, a me passano le rotture di scatole da sistemare con le mesh, lavoro anche con Zbrush e Blender
qui puoi vedere un mio lavoro personale fatto con Zbrush e una parte di Grasshopper
cmq proprio stamattina mi è arrivata una zeppa della zona tua della Toscana da sistemare, uno schifo di modello ![]()
Esistono, semplificando, due livelli di modellazione.
Quello concettuale, più vicino al lavoro del designer, e quello esecutivo, che appartiene maggiormente al disegnatore tecnico o al modellatore CAD.
Nella prima fase si costruisce l’idea: si studiano forme, proporzioni, superfici, materiali, colori, linguaggio estetico e identità del prodotto.
Nella seconda, invece, quell’idea deve diventare qualcosa di concretamente realizzabile: si affrontano continuità, topologia, fattibilità produttiva, tolleranze, vincoli tecnici e tutto ciò che serve per trasformare un concetto in un oggetto vero.
Ovviamente può capitare che le due figure coincidano nella stessa persona, oppure che i ruoli si sovrappongano.
Succede a volte, soprattutto nelle realtà più piccole o nei professionisti molto completi.
Però, nella maggior parte dei casi, si tratta di competenze diverse, con sensibilità e obiettivi differenti.
I problemi nascono quasi sempre quando uno dei due ambiti smette di riconoscere il valore dell’altro.
Il designer deve accettare che certe soluzioni magnifiche su carta possano diventare un incubo tecnico da costruire.
Il modellatore esecutivo, dal canto suo, deve ricordare che non sta semplicemente “ripulendo superfici”, ma sta dando corpo a un’idea che costituisce la parte più delicata e identitaria del progetto.
Perché un modello topologicamente perfetto ma esteticamente mediocre difficilmente farà innamorare qualcuno.
Al contrario, una grande intuizione formale, se supportata da una buona esecuzione tecnica, può davvero fare la differenza.
Potrei raccontare anch’io parecchi aneddoti sull’argomento, ma temo che molti di voi ne abbiano già una collezione personale piuttosto ricca.
E visto che oggi ho spezzato una lancia in favore dei designer - per non esagerare - concluderei con un affettuoso: “che il cielo vi stafulm… ehm… vi abbia in gloria.” ![]()
@Gambler non posso far vedere il file per intero della zeppa ovviamente, ma guardate che schifo…di quello che hai descritto a volte faccio entrambe le cose a volte mi occupo soltanto di ripulire il file, dipende. Principalmente se passa da me il file di un altro è perché fa schifo è devo ripulirlo per fare lo stampo
@gigi spero che non sia roba tua
viene da un modellista della Toscana
non lo riconosco…per fortuna, forse è del mio titolare…
no è un bravo ragazzo, è anche piu piccolo di me…ne fa troppe e purtroppo la parola magica è " non c è tempo lo prenderanno come viene "


