condivido un recente progetto di sviluppo prodotto (un visore FPV/VR stile Fat Shark)
per mostrare l’integrazione di una pipeline ibrida tra modellazione poligonale, NURBS/SubD e CAD parametrico:
Concept & Sketching (Wacom): Primi studi proporzionali, ingombri ed ergonomia frontale/laterale tracciati su tavoletta grafica.
Scultura & Form-finding (Blender): Modellazione poligonale rapida per definire volumi complessi, curvature organiche e accordi estetici in viewport.
Controllo Superfici & Ricostruzione (Rhino): Conversione e rimodellazione tramite superfici SubD / NURBS di classe elevata per garantire continuità (G1/G2), precisione geometrica e spessori controllati.
Engineering & DFM (PTC Creo): Chiusura dei solidi, definizione degli accoppiamenti, nervature, sedi connettori/antenne, alloggiamento PCB e preparazione per stampaggio a iniezione.
Trovo che il passaggio Blender > Rhino rappresenti il perfetto ponte tra libertà espressiva nel concept e rigore geometrico necessario per il passaggio finale in ambiente CAD parametrico.
Curioso di conoscere i vostri pareri e se utilizzate workflow simili per il passaggio tra mesh e NURBS. Feedback e critiche sempre ben accetti!
Ciao Guerino, interessante il progetto e anche il tipo di sviluppo. sarebbe interessante però vedere le fasi di sviluppo del progetto con i vari strumenti, anche per capire perché hai usato i vari strumenti e come.
Ciao Sanpol! Hai perfettamente ragione, detta così sembra un elenco da manuale, ti racconto al volo il flusso reale e il motivo pratico dietro ogni passaggio:
Tavoletta & Schizzi: Buttare giù idee direttamente in CAD o con i solidi ti blocca subito la mano. Con lo sketch ragiono in 5 minuti su proporzioni, tagli estetici e su come il visore siede sul viso, senza pensare a raggi di raccordo o tolleranze.
Blender: Qui cercavo la forma scultorea di uno squalo. Gli strumenti di scultura di Blender sono insostituibili, ancora di piu se puoi usare una tavoletta/monitor, e’ come modellare l’argilla: vedi subito i volumi, le ombre e come gira la luce sulla calotta frontale.
Rhino: È il vero “ponte”. Una mesh di Blender non la mandi in produzione né la puoi tagliare agevolmente in un CAD meccanico. In Rhino ho ripreso la geometria convertendola in SubD/NURBS pulite, controllando la continuità delle curvature (G1/G2) e impostando le linee di divisione stampo, poi utilissimo aprire il file in ipad e visualizzarlo in Augumented Reality.
PTC Creo: Una volta blindata la superficie esterna (importata come master model), qui si fa l’ingegnerizzazione vera e propria. Ho lavorato nei motocicli e Automotive, e potrei partire da zero a rifare le superfici, ma Rhino mi da piu liberta. Spessori parete costanti per lo stampaggio a iniezione, nervature, sedi per le ghiere delle antenne, torrette per le viti e alloggiamento interno per le schede e le ottiche.
In breve: uso ciascun programma solo dove è più veloce e flessibile, senza forzare un singolo software a fare tutto dall’inizio alla fine. Se ti interessa qualche passaggio in particolare, dimmi pure!