Ne parliamo?

credo che “forse” sia di interesse di tutti (imprese e lavoratori) capire o per lo meno discuterne, ovviamente senza considerare quei 4 che ogni tanto si vedono in tv con questi slogan per farsi pubblicità “aggratis”

fvg - Copia

(fino a poco tempo fa, veniva detto: studia, formati e specializzati per avere le porte aperte nel lavoro. . . .)

:woozy_face: :dizzy_face: :face_with_spiral_eyes:

  1. Piu’ che la mancanza di lavoratori qualificati, che dovranno pure ‘qualificarsi’ da qualche parte, direi che il problema puo’ essere l’apprendistato, dato che anche la scuola non mi sembra che si impegni piu’ di tanto a riguardo.

  2. 1800 euro lordi per un responsabile ufficio tecnico mi sembrano piuttosto … tristi.
    Anche qui non e’ un lavoro per inesperti.

Concordo, se la carica di responsabile tecnico ti fa rischiare di andare in carcere per eventuali errori, lo stipendio è inadeguato.
C’è poi quel “poche ore di lavoro” che lascia perplessi… ma se siamo sempre con gli uffici bloccati e con pratiche lunghissime, perchè fai lavorare poche ore?

Credo sia il solito problema dei comuni …
Da quando lo stato ha stretto i cordoni della borsa sono sempre a corto di soldi …

la domanda sorge spontanea, ma se i comuni offrono paghe così basse, poi parlano di stipendio minimo.

ritornando a ciò che avevo scritto prima, mi sa che l’intento di avere più persone specializzate mi lascia pensare che fosse per avere una maggiore platea di persone per risolvere grandi problemi a basso costo.

A me sa che siamo arrivati alla frutta. :thinking:

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ciao Fabio, questo sicuramente, e la strada intrapresa era ormai delineata da tempo.

ma l’intento era non sottolineare il fatto delle paghe basse in Italia cosa ormai da anni si va alla deriva,
era giusto per capire se è un qualcosa sempre accaduto anche al nord oppure che si è accentuato?
non credo che dipenda solo dallo stipendio. poi sarebbe utile capire chi di dimette cosa fa?
va a fare lavori meno impegnativi guadagnando qualcosa in meno, va all’estero o rimane a casa?

infatti bisogna allargare il campo, questo è un fenomeno non solo italiano ma addirittura mondiale,
da un paio di anni a questa parte sia nel uk che usa riscontrano questo problema e non credo che abbiano le stesse motivazioni per cui fare tale decisione. quindi si assiste ad un qualcosa di mai visto prima.

Più che dare le dimissioni cerca di farsi licenziare così prende un paio di anni di disoccupazione… e nel frattempo si trova qualche lavoretto in nero per integrare… alla fine prende la stessa cifra di quando andava a lavorare 8 ore al giorno senza dover spendere soldi di benzina… facendo due conti ci guadagna.
Scaduti i due anni… vedremo cosa fare… qualcosa ci si inventerà (magari salta fuori un reddito di cittadinanza…).

Lucio, per quanto posso comprendere ciò che dici ed essere solidare sia con gli imprenditori ma anche con i dipendenti vittime entrambi in modi diversi di questo sistema malato, ma sembra che non sia questo il caso di cui parlavi. infatti oltre al fatto che si parli di dimissioni volontarie, se non erro in questo caso non si dovrebbero percepire sussidi come quando si è licenziati, riguardo al reddito non so fino a che punto vale questo discorso essendo che si parla di dimissioni volontarie dal posto fisso, ed il maggior incremento è nel nord-est dell’Italia non credo che il reddito potrebbe colmare la differenza di una busta paga full time.

poi come già detto prima questo che sta succedendo da due anni è differente dalle dimissioni negli anni passati, infatti è un qualcosa di globale dagli U S A - U K addirittura in giappone dove il lavoro è tutto.

Mah … mi sembrano piu’ che altro semplificazioni e generalizzazioni.
Certo, col passare del tempo, e con eventi straordinari (o almeno in passato straordinari) come le epidemie, le cose cambiano.
Troverei strano che noi tutti ci comportassimo esattamente come prima, credo sia proprio impossibile.
Poi ognuno, imprenditore o dipendente o cos’altro, ha la sua storia e i suoi problemi e i suoi obiettivi, e il suo modo di comportarsi.
La societa’ poi sta cambiando di per se’ in ogni caso, pensa alla ‘rivoluzione digitale’, alle nuove forme di comunicazione, pubblicita’ compresa. E agli effetti che si generano, migrazioni incluse.
E non possiamo ignorare la crisi climatica e ambientale.
Chiaro che tutto cio’ si ripercuote anche sul lavoro, forse sul concetto stesso di lavoro.

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anch’io credo che la chiave sia proprio questo.
forse ciò che accaduto ha dato la forza di fare un qualcosa che altrimenti non avrebbero avuto la spinta di fare.

Purtroppo l’ unico vero IMPRENDITORE in Veneto è stato DEL VECCHIO— tutti gli altri sono solo artigiani …con la mentalità da artigiani

come dicevo dall’inizio ci sono cose che non comprendo: :woozy_face: :dizzy_face: :face_with_spiral_eyes:

la disoccupazione aumenta ogni anno, però contemporaneamente ci dicono che mancano figure lavorative

c’é una sovrappopolazione nel mondo, però ci dicono che per il crollo demografico dobbiamo fare figli

si mette un tetto ai frontalieri, però entro 10 anni in Svizzera mancheranno 500 mila forze lavoro

ma in tutto questo non avevano detto anche che i robot avrebbero sostituito i lavoratori ? ? ?