Messa in tavola


#1

ciao
ho prvato a fare una figura un po’ strana (foto allegata) e a metterla in tavola (ancora diverse quote da inserire ma tanto per avere un’idea).
Secondo voi è una roba che può essere utilizzata per esempio da uno scultore o da macchinari adeguati (grandi lavorazioni di marmo, oppure fusione in bronzo, oppure colata di calcestruzzo, ecc.)
grazie
Maxfotoscultura


#2

Se la forma strana è discretizzata in archi e rette (numero ragionevole) di cui si possa fare la messa in tavola quotata come da norma ISO/UNI: si
Se la forma è con curve libere: no.
Se il pezzo viene eseguito da macchina a controllo numerico non ha alcun senso fare messa in tavola.


#3

… Mi sembra di ricordare (roba di tanti anni fa) dei disegni di carrozzeria auto, con sezioni contenenti un mucchio di punti quotati …

Certo, si parla di un’era in cui non c’era altro modo di fare le cose … :slight_smile:


#4

Bravo Emi, Esattamente così. Era il momento in cui toccava “saltare il fosso” e passare dalla carta al file postprocessato. Semplicemente perchè il linguaggio era/è cambiato.
Alcuni illuminati (come Vittorio) lo hanno capito subito. Altri sono rimasti alla carta… e cercano di trattare le curve libere, con infiniti cerchi osculatori, come se fossero archi e linee. Senza neanche capire cosa indichi il grafico di curvatura. Film stra-visto.


#5

Ciao Giuspa !

Stavo andando … ancora piu’ indietro nel tempo …:grinning:
Quando non c’era ancora nessun fosso da saltare. :wink:

Le cose si facevano anche allora, ovvio mettendoci parecchio tempo in piu’ …
Mi sembra di aver letto da qualche parte che i termini Spline e Loft risalgono proprio ai tempi in cui queste cose si facevano a mano.

Se non sbaglio le spline erano le bacchette di legno elastiche che si usavano per tracciare le curve, facendole passare per i punti opportuni.
E il lofting era appunto l’operazione di disegno di queste lunghe curve (credo per imbarcazioni) che ,date le dimensioni, si riusciva a fare solo nelle soffitte …

E comunque anche allora, da quello che so, nessuno cercava di approssimare con raggi e rette.
Si usavano i punti e le gia’ citate spline, appunto, o, per dimensioni minori, i curvilinei.
Nel secolo scorso li avevamo ancora in officina … :slight_smile:


#6

Era l’ “Automotive Design”. La punta più avanzata del design. Dove è nata l’innovazione.
Dalle spline di abete Spruce a quelle sul computer. Un ambito che mi sembra “un filo” sopra la media…fatta di archi e rette in moltissimi (tutti?) gli altri contesti del design industriale. Certamente non si usavano archi e rette per interpolare un profilo NACA ma appunto bastava interposare sui punti noti.
Nella nautica in base al tipo di costruzione cambia tutto. Nelle costruzioni in legno il lofting è/era la regola.
In altri ambiti si va per interpretazioni artistiche del disegno, nella gioielleria per esempio. O di carrozzeria, come vedo fare nella nautica (stampo maschio o femmina).

Quello che ancora non è chiaro (e questo è il senso del mio intervento) è che nel caso di curve libere, oggetti organici,etc. non ha senso quotare.
La preoccupazione dovrebbe essere il controllo della forma. E ti assicuro che ne vedo poco… credo di avere una casistica “significativa” dato il mio lavoro…

Sintesi della sintesi: a dispetto della libertà offerta dallo strumento elettronico di disegno, vedo una approssimazione nel controllo della forma che sconcerta.


#7

Ben venga la tecnologia, il progresso, Rhino e compagnia bella: tutto avviene in modo così fluido e veloce!
Si spera però che non se ne vada mai la corrente elettrica, che il pc non si guasti improvvisamente e quant’altro, altrimenti rimarremmo paralizzati come degli stoccafissi!

La preparazione di ora passa soltanto attraverso il pc come mezzo e il cad come strumento. Nessuno più saprebbe tirare due linee con le squadrette o disegnare una circonferenza col compasso, taluni nemmeno un planivolumetrico con delle banali ombre a 45 gradi sanno più fare!
Tutto al pc sembra bello, perfetto, funzionante, appagante visivamente… ma non è così: quella è, spesso, solo immagine (avete presente quei bei render pieni di luci, ombre, riflessi, colori, ecc, fatti per stupire; lo hanno capito bene certi costruttori palazzinari che per vendere i loro orripilanti manufatti affiggono quei giganteschi cartelloni di progetti di dubbio gusto e qualità! Però son belli, tutti realizzati rigorosamente con Autocad e simili, e renderizzati con molta cura… poi se son fatti da architetti, ancora meglio!).

Purtroppo, paradossalmente, siamo abituati a questo: senza la macchina non sappiamo nemmeno camminare e muoverci a piedi; senza whatsapp (col suo simpatico correttore) non sappiamo nemmeno scrivere correttamente in italiano. Senza certi software specialistici, certuni non saprebbero nemmeno sviluppare una equazione di primo grado o fare un banale calcolo di trasmittanza termica, tanto per fare un esempio.

La tecnologia serve, aiuta, non poco, ma ammettiamolo, siamo un pochetto più “rintronati” delle generazioni passate! (quelle senza pc, tablet e smartphone, intendo) o no?

Un saluto


#8

questo post (sfogo) che si può condividere nella sua totalità o parzialmente, ci sarebbe un bel discorso ampio da fare, personalmente non saprei dove stia la ragione forse come accade spesso sta nel mezzo ? ? ? ?


#9

Condivido largamente!


#10

Questa non l’ho capita. Quando potrò dire di saperne un po’…?

  1. Posto che realizzo un oggetto, come si discretizza?
  2. Dopo che disegno un velivolo devo ricavare ordinate e centine le quali vanno disposte su tavola per il taglio…a manina o meno…
    Stimato Peppe potresti illuminarmi per favore?

#11

Ciao Luca!
Argomento più da Bar-Rhino che altro.
Pendiamo gli estremi:

  • immagina un “Blob” organico con attaccato un cilindro. Quotarlo ha senso? Oppure è mglio controllare la forma in fase di progetto e poi crearci sopra un percorso utensile per realizzare lo stampo…il positivo…etc.
  • un aereo. Ovvio che non puoi applicare il concetto sopra esposto per banalo motivi.
  • prendi il rivestimento dello YAS Marina di AD. Vedi come è stato discretizzato.
  • radio Brionvega cubo di Zanuso e Sapper. Nasce già “discretizzata”.

#12

rivAD
Capito.
La radio discretizzata nel senso che é già un cubo?


#13

Ciao a tutti.
Ma perchè non riesco a fare la messa in tavola di questo oggetto? Si perde le linee per strada.
Grazie.prob 04.3dm (230,7 KB)


#14

scusate la domanda banale,
eseguire con la macchina a controllo numerico non ha senso fare la messa in tavola,
e con la messa in tavola quotata ISO/UNI con quale macchinario si potrebbe realizzare?


#15

Oggi come oggi si usano esclusivamente macchine a controllo numerico . Con macchine con azionamenti manuali si muore di fame.
Vittorio


#16

… Pensavo che sarebbe bello se Rhino esportasse le curve in formato ISO ‘g-code’ … :slight_smile:
… Beh, magari anche importare … :wink:


#17

Intendi in formato per il controllo numerico?


#18

Ciao Vittorio

Si’, esatto …


#19

Il tuo obiettivo è quello di selezionare delle curve ed esportare un file testo con il programma di un percorso utensile che segue quelle curve?
Vittorio


#20

Si’, pensavo a una cosa simile.
Non e’ che serva a me.
Pensavo solo che mi sembrerebbe ‘logico’ aggiungere questo tipo di esportazione. :slight_smile: